domenica 29 dicembre 2013

Una Storia


Gipi al meglio, 110 su 100, quando lo incontro mi faccio pure fare l'autografo.

domenica 22 dicembre 2013

Luciano Minguzzi


La quinta Porta del Duomo di Milano, 1965. M3 + Elmarit 135 f/2.8 - Ilford FP4 plus

venerdì 20 dicembre 2013

Milano calibro 135




A Milano c'è New Old Camera. Dentro New Old Camera c'è Ryuichi Watanabe, detto il Wata.
Ci vado ogni tanto, a curiosare un po', a rifarmi gli occhi, a sognare.
Faccio un paio di domande sui 135. Dice: ragazzo, ce l'hai un documento? Dico: si.
Dice: ecco, se me lo lasci ti do in consegna questi, cazzo! e tira fuori il Leitz Tele-Elmar 135 f/1:4 classe 1961 e l'Elmarit 135 f/1:2.8 -quello con gli occhiali- del 1973.
L'età la si calcola dai primi due numeri del seriale.
Dice: tra i due non c'è paragone, viene un sacco di gente qua che preferisce il 4 ma il 2.8 è superlativo, cazzo. Una lente M sul disegno ottico dell'R. Ok, pesa un fottio e vaffanculo ma se io voglio questo perchè fa questo tipo di cosa me ne fotto del peso! Perchè la gente non capisce un cazzo e io ti dico che sono fuori di testa per il bianco e nero e lo sfocato del cazzo.
Con lieve accento giapponese, il Wata dice un sacco di parolacce e gli scappa anche una bestemmia. Mi guarda e sorride. Al muro un Giacomelli originale, della serie di Scanno.
Dice: beh? vai, ragazzo.

Quindi esco coi pesi. Compero 2 rulli e ne consumo uno per obiettivo.
Il 135 sul telemtro é un grosso casino, gli occhialini però aiutano e anche la sensazione in mano dell'Elmarit mi pare migliore nonostante l'ingombro. Con la lente frontale bella grossa e il paraluce incorporato che fa un lieve "clack" quando va in posizione.
Il Wata m'ha influenzato, sicuro.
Torno, restituisco il malloppo, saluto e grazie. Stamperò grande, poi gliene porterò una, cazzo. Per ora il Tele-Elmar m'ha restituito questa cartolina in stile antico, di retrogusto coloniale.
Enjoy.

mercoledì 18 dicembre 2013

quel pomeriggio di un giorno da cani




L'incredibile storia di quel che successe in via De Amicis il 14 maggio 1977 a Milano,
una storia scritta con l'alogenuro d'argento più che con il piombo.

venerdì 13 dicembre 2013

reChina



La bocciatura di un progetto che ci piace è un qualcosa con cui prima o poi (e molto spesso) bisogna confrontarsi. Quindi: secondo tentativo.
La base è una famosa foto-concetto di Ugo Mulas, il dipinto è di Ling Jian.
A me sembra più estremo del primo, poi sentiamo Confucio che dice.

mercoledì 11 dicembre 2013

tipica Ila B


CTM@CSB / Senzafilo 013
M6 + Cron 50 DR / Kodak TX 400@1600

domenica 8 dicembre 2013

ma #Lucio che dice?



CSB / Senzafilo 013
M6 + Cron 50 DR / Kodak TX 400@1600

venerdì 6 dicembre 2013

Cosa ne penso



Posso dire che questo primo giovedì - ieri - non mi è rimasta indifferente come credevo?
Tra sorrisetti e noncuranza generale, nella strana condizione di avere finalmente quattro mura intorno la spiacevole sensazione è quella di essere stati semplicemente sostituiti.
Sarà il colore arancione delle pareti e chissà.

Luca Coli mi ha detto cercando approvazione - visto? non vi mangiano mica.
Non si rende conto Luca Coli, e come lui tanti altri, che il punto non è mai stato questo.
Il punto è che non c'è stata volontà di seguire un percorso comune tra tutti ma soprattutto pro tutti.
Il punto è che in questo mondo, e di pari passo nel nostro micro-mondo che chiamiamo e sbandieriamo solidale, solo i forti sopravvivono. E' legge di natura.
Gli sfigati restano tali e prima o poi smetteranno di alzare polemiche e fare tutto 'sto casino.
Per cosa, poi?

mercoledì 4 dicembre 2013

Circo in itinere


Martina al banco del Circolo in Cantiere / Senzafilo 013
M6 + Cron 50 DR / Kodak TX 400@1600

lunedì 2 dicembre 2013

amarcord



Sono in fase nostalgica.
Forse perchè dalla chiusura del Circolo in qua il mio piccolo mondo di relazioni e abitudini si è inevitabilmente sfilacciato e sta radicalmente cambiando forma e anche facce.
Perchè ho appena finito di leggere Lessico Famigliare che è il libro "per sentito dire" della mia infanzia/adolescenza e da cui abbiamo ereditato per gioco e citazione tanta parte del nostro linguaggio: mia madre, professoressa di italiano storia e geografia al magistrale Carlo Tenca,
ai tempi in cui vivevamo tutti sotto lo stesso tetto ne era entusiasta e lo raccontava a tavola e usava ripetercene le frasi a sfinimento. E aveva ragione, perchè è una delicatissima cronaca sulla forza particolare della personalità, sulla chiave di accesso al nostro presente attraverso i mondi
passati fatti di persone e mitologia - i tantissimi mondi diversi che abitiamo durante il corso della nostra vita - e sull'antifascismo.

Ma forse più semplicemente perchè ormai si può dire inverno, perchè sto lentamente invecchiando anche se dentro di me batte un cuore ancora giovane e irresponsabile.

 



e le voci rompevano il silenzio e nelle pause si sentiva il mare